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I PROFESSIONISTI ANTINCENDIO

professionisti_antincendioLa pubblicazione del nuovo Codice di prevenzione incendi, determina un aumento di responsabilità verso il professionista antincendio che diviene l'unico attore della disciplina e unico responsabile della progettazione.

I professionisti antincendio svolgono pertanto una funzione di grande responsabilità nei confronti degli enti competenti, consentendo di accelerare le procedure e di avere tempi più rapidi nella realizzazione delle opere grazie alla semplificazione e razionalizzazione delle attività sottoposte a controllo. Infatti se prima  del 151/2011 il controllo e i sopralluoghi da parte dei VV.F. dovevano essere svolti su ciascuna delle 97 attività soggette ed elencate nell’ex d.m. del 16 febbraio 1982, attualmente le attività sono 80 e suddivise in tre categorie di rischio in ordine crescente: A, B e C, trattando differentemente le attività in funzione del livello di rischio.

Per le attività di categoria A e B, il sopralluogo dei VV.F. non è obbligatorio, ma viene effettuato a campione, mentre lo è per quelle di categoria C, a maggior rischio, per le quali è prevista la SCIA secondo una procedura praticamente equivalente al vecchio CPI.

Controlli di prevenzione incendi (art. 4, DPR 151/2011)

Per le attività di cui all’Allegato I, l’istanza di richiesta di CPI o di attestazione di conformità antincendio (comma 2 art. 16 del D.Lgs. 139/2006), è presentata al Comando prima dell’esercizio dell’attività, mediante SCIA (segnalazione certificata di inizio attività)

Attestazione di rinnovo periodico di conformità antincendio (art. 5, DPR 151/2011)

Ogni 5 anni, il titolare delle attività di cui all’Allegato I, ha l'obbligo di richiedere il rinnovo periodico di conformità antincendio al Comando VV.F.

Per le attività di cui ai numeri 6, 7, 8, 64, 71, 72 e 77 dell’Allegato I, la cadenza quinquennale di cui al comma 1 è elevata a dieci anni.

Attività in possesso di CPI scaduto.

Nel caso di CPI scaduto, presentare una richiesta di rinnovo periodico equivarrebbe ad autodenunciarsi dichiarando di avere operato in assenza di CPI, con conseguente applicazione delle sanzioni penali previste dall’art. 20 del D.Lgs. 139/2006.


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